PERIODICO DEL DIPARTIMENTO DI RICERCHE EUROPEE
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI GENOVA
Numero
21
Venezuela: il paese più democratico dell’America Latina.
Marco Coscione
Secondo il Latinobarometro 2005 è il Venezuela di Hugo Chávez il paese più democratico del continente latinoamericano (1).


Il Latinobarometro (LB) viene pubblicato ogni anno dalla Corporación Latinobarómetro, una ONG senza fini di lucro con sede a Santiago del Cile; LB è uno studio scientifico dell’opinione pubblica che ogni anno coinvolge quasi 20.000 persone in 18 paesi dell’America Latina, su temi come lo sviluppo economico e sociale del paese, lo sviluppo della democrazia, le istituzioni del paese e lo stato di diritto.
Dal 1995, quando LB è stato fondato, le interviste ai latinoamericani hanno messo in evidenza un dato generale essenziale: essi non vogliono assolutamente un ritorno alle dittature militari ma continuano a essere scontenti  delle attuali democrazie rappresentative.
Forse non è un caso che al primo posto troviamo una democrazia che si definisce protagónica (in italiano si potrebbe tradurre con “protagonistica”) e cioè un sistema che non pone l’accento sulla sola rappresentanza dei suoi cittadini, ma bensì sul ruolo di veri e propri protagonisti che questi sono chiamati a svolgere nella vita sociale, politica ed economica del proprio paese.
Per quanto riguarda l’accezione di democrazia l’équipe di LB ha posto diversi quesiti, confrontando anche i dati degli ultimi anni: nel rapporto si sottolinea come dal 2001 al 2005 alla domanda “Che cosa significa per lei Democrazia?” la percentuale di coloro che non sanno cosa rispondere è scesa dal 27% al 20%, dimostrando come l’interesse della popolazione latinoamericana verso questo tema sia in costante crescita.
La percentuale di coloro che rispondono “libertà civili e individuali” diminuisce dal 41% nel 2001 al 38% nel 2005, dimostrando una maggiore consapevolezza socio-politica comune e non più individuale. Interessanti sono anche le risposte che delineano le caratteristiche fondamentali della democrazia: “elezioni regolari e trasparenti” continua a essere la prima risposta con il 26%, ma sale dal 19 al 21% la risposta “un’economia che assicuri un salario degno”, ponendo maggior attenzione sulla sostanziale povertà della popolazione del continente. Dopo il decennio di sperperi, corruzione e neoliberismo selvaggio che ha caratterizzato gli anni novanta fino alla più grave delle crisi, quella argentina, la popolazione latinoamericana evidenzia un malcontento generale per la situazione socio-economica che negli ultimi anni è andata gradualmente peggiorando, aumentando sempre più il divario tra ricchi e poveri.
Nel paragrafo sulla “Valutazione della Democrazia” emergono i dati più interessanti ed anche quelli che i media internazionali stanno cercando di tenere più nascosti. Alla domanda “quanto è democratico secondo lei il suo paese?”, su una scala da 1 a 10 i paesi più democratici risultano essere Venezuela, Uruguay, Costa Rica  e Cile. Mentre quelli meno democratici Paraguay, Ecuador, Nicaragua, Perú e Guatemala. Su un valor medio di 5,5 dei paesi latinoamericani presi in considerazione, i venezuelani interrogati hanno dato un valore di 7,6 alla democrazia del proprio paese. Un dato ben al di sopra di paesi come il Brasile o l’Argentina che presentano valori di 5,2 e 5,5 rispettivamente.
Per quanto riguarda l’appoggio al sistema democratico, il 76% della popolazione venezuelana considera la democrazia la forma di governo preferibile: al di sopra solo l’Uruguay dove la percentuale raggiunge il 77% con una media latinoamericana del 53%. Risultato simile alla domanda sulla soddisfazione con l’attuale sistema democratico: il 63% dei cittadini in Uruguay ed il 56% in Venezuela si ritengono molto soddisfatti del sistema democratico nel quale vivono. Con una media latinoamericana bassissima del 31%.
Per quanto riguarda il Venezuela questo dato è passato dal solo 30% nel 1996 al 55% nel periodo 1999-2000 mantenendosi su questi livelli fino ad oggi. Forse una ragione per questo straordinario cambio di tendenza in così poco tempo ci deve pur essere?
In questo senso vanno anche altri dati evidenziati dal rapporto 2005: il 65% dei venezuelani approva la direzione del paese da parte di Hugo Chávez (contro ad esempio il 47% dei brasiliani per Lula), presidente tanto mal visto ed altrettanto stimato; il 61% esprime la sua fiducia nel presidente, mentre il 54% afferma che il paese sta migliorando la propria situazione economica.
Visto come l’aspetto economico sta diventando predominante negli studi LB degli ultimi anni, possiamo ben capire come il Venezuela stia vivendo una vera e propria svolta nella gestione delle proprie risorse a vantaggio dell’intera popolazione.
E questo lo si vede anche quando si considerano altri dati come ad esempio la conoscenza della costituzione: il 44% dei venezuelani dice di conoscerla dimostrando una cultura civica maggiore rispetto agli altri paesi anche per quanto riguarda il grado di coscienza dei propri diritti (60%) e dei propri doveri (45%).
Alla domanda “è d’accordo con l’affermazione «la politica è così complicata che non si capisce»?”, soltanto il 40% dei venezuelani risponde affermativamente: ed è il valore più basso di tutta l’America Latina, che ha una media del 55%.
È la prova che in Venezuela si sta vivendo un processo importantissimo, che prima di tutto sta portando la popolazione a prendere coscienza del proprio ruolo di “protagonista” nella costruzione delle dinamiche politiche, sociali ed economiche del paese. Nonostante ciò, c’è ancora chi non vuole vedere i risultati positivi della Rivoluzione Bolivariana.


(1) Fonte: Corporación Latinobarómetro, Informe Latinobarómetro 2005, Santiago Chile, www.latinobarometro.org
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