Luisa Balbi si è laureata in Scienze Internazionali Diplomatiche, presso l'Università degli Studi di Genova (votazione 110/110 e lode con diritto di pubblicazione). E' stata vincitrice di borsa di studio Erasmus (un anno) ad Amburgo presso la
Hochschule fuer Wirtschaft und Politik. Per sei mesi ha partecipato al progetto di mobilità internazionale con il Sud America CINDA (Centro Interuniversitario para el desarrollo americano) presso la Pontificia Universidad Catòlica de Santiago de Chile. Da quest'ultima esperienza è stato tratto il diario di viaggio qui pubblicato.
Genova, 22 Dicembre
Sono a casa, stanca, felice di riabbracciare la mia famiglia, penso alla mia Santiago, penso al prossimo semestre, penso all’opportunità di entrare nel team di ricerca della Cato a studiare la comunità mapuche alle falde del vulcano Villarica, penso al carnevale di Rio, penso che vorrei fare un’esperienza in una missione, penso che è bello.
Santiago, 21 Dicembre
Flortje piange, tra breve chiameranno l’imbarco, ho appena salutato Christian, ho provato un moto di nostalgia quando mi apriva la portiera del carro, non abbiamo toccato le valigie né il conto da Gatsby, mi mancherà la cavalleria latina.
Stamattina ho rivisto Dimas, mi è venuto a prendere al bus, stavo tornando dalla Patagonia, mi ha regalato il suo dente de zorro che porta sempre al collo, io sono fatalista è vero, ma c'è un oceano di mezzo, maldito fascino latino, cosa mi hai fatto Santiago?
El Chaitén (Argentina), 7 Dicembre
Ho scalato le pareti di un ghiacciaio di valle, uno di quelli come al tempo delle glaciazioni, mi sentivo forte con le piccozze ed i ramponi.
Santiago, 28 Novembre
Stanotte lascerò Santiago, vado al Sud, ultimo asado di quella carne che si scioglie, mi sono lasciata stordire dalla frenesia e dal chiasso delle micros (bus) gialle che si fermano quando fai cenno, dove si va con le porte aperte e gli ambulanti vendono le noccioline, ho camminato per quel mercado central, tripudio di colori di frutta, ho bevuto di quel succo di non-so-che che si vende a las esquinas che sempre accoglie il diniego dei turisti, ho sorriso di quelle strade a me così familiari che mi facevano paura, ho contato le cuadras che dalla metro mi separavano da casa, quella residenza universitaria in una villetta verde del più bel quartiere di Santiago, quella pulizia e sicurezza di cui godevo e di cui allo stesso modo mi vergognavo, ho cercato con lo sguardo quei cani di strada che accuratamente sempre cercavo di evitare, ho indugiato di fronte al Cristo con le braccia aperte del mio campus, il simbolo della U, della Cato, ho salutato, ho abbracciato, ho pianto, ho sorriso con le persone che sono state la mia Santiago.
Uyuni (Bolivia), 3 Novembre
Situazione sotto controllo, non ho detto ai miei che sono in Bolivia per non farli preoccupare e non c’è benzina per tornare in Cile grazie all’ennesimo feroce sciopero a La Paz, tutto per questo Morales pare; è difficile distinguere le costellazioni, ci sono troppe luci di stelle; qui sull’altipiano fa freddo, l’escursione termica dal giorno alla notte raggiunge i 40 gradi, l’altitudine spesso superiore ai 5000m stordisce; anche Dalì oltre a Dio ha dipinto i colori di questi vulcani e di queste lagune; i geyser sono collegati al centro della terra; le donne sono rugose e senza denti, le donne sono gonfie di riso e patate, sono tutte donne e niente giovani; i bambini hanno la pelle bruciata dal sole tropicale, le mani sono sporche, l’acqua è gelata e dopo le 8 non c’è luce elettrica.
Santiago, 23 Ottobre
Momento di sconforto universitario: come faccio a leggere duecento pagine alla settimana solo per il mio corso di Master sui diritti umani? E poi le continue ricerche di Geografia, sempre un libro nuovo o una dissertazione da preparare nei corsi di storia, mi sto innervosendo e poi se quando torno qualcuno mi fa la battutina sulle università del Terzo Mondo lo strozzo. La Cato è fantastica, i professori dei miei corsi mettono passione nelle loro lezioni, impossibile non lasciarsi coinvolgere, mi da proprio soddisfazione, mi sento rispettata come persona e nel mio tempo, se una lezione è alle 9 è alle 9, se penso a tutte le ore perse a Genova come un’ebete per ritardi o mancate lezioni mi mangio le mani.
El Tabo, 2 Ottobre
La U ha organizzato una mega festa sull’Oceano Pacifico, con pullman pagati e concerto degli Intyllimani, il carrete, e cioè l’uscire a fare festa, qui mi fa quasi paura, la gente beve pisco per ubriacarsi, questo è il fine, e l’uso di droghe è la norma, quella polverina bianca viene scambiata come se fosse zucchero. Strano come ci si possa sentire diversi, però forti.
Santiago, 27 Settembre
Domenica con il corso di Montagnismo della Catòlica abbiamo fatto cumbre, sveglia alle tre di notte, abbiamo camminato 15 ore per arrivare sulla vetta del Provincia, il Prof. Ernesto è un mito.
Santiago, 21 Settembre
Perché il Cile? Ma io mi chiedo perché mi chiedono perché sono in Cile? Mi sforzo sempre di trovare una risposta intelligente, non so tipo che ho sempre avuto un interesse particolare, che ho letto tanti libri dell’Allende e quindi.. se sapessero che ero convintissima fosse peruviana prima di venire qui… e poi Neruda, cioè veramente, mi spiace, credo di aver letto le sue uniche perle di saggezza nei baci perugina, lo so che questo non mi rende onore, ma cos’è? non è che a 22 anni solo perché sono capitata per sbaglio a Santiago debba essere una cilenologa. Per sbaglio.
Sì è stato un puro errore, a me proprio l’America Latina non diceva niente, tutta colpa di Elena (ndt mai fidarsi delle amiche zoppe) cha a causa della sua inquietudine post Erasmus non contenta di 12 mesi in Germania mi ha trascinato a postulare per questo CINDA, naturalmente ci siamo svegliate all’ultimo minuto, alla vigilia della scadenza Elena a casa mia democraticamente decide, la Pontificia Universidad Catòlica de Santiago de Chile, io con 39 di febbre firmo e dormicchio mentre lei compila i moduli. Bene abbiamo sfatato il mito, non era il mio sogno da bambina, io volevo andare in India e mi ritrovo ad innamorarmi ogni giorno di più di questo mio nuovo continente. Elena è a Berlino a fare uno stage all’ambasciata.
Pucòn, 18 Settembre
E’ la festa dieciochera, la festa dell’indipendenza dalla Spagna, noi abbiamo partecipato all’ascensione di un vulcano, ci siamo sporti nel cratere, siamo rabbrividiti della lava che ironicamente scoppiava in morbide bolle, poi dalle pendici innevate ci siamo lasciati scivolare in un super toboga di ore di discesa.
Cuzco (Perù), 23 Agosto
Machu Picchu toglie il fiato, quei bambini scalzi nei villaggi a solo 30km da Cuzco anche però, e quelle manine nel fango a fare i mattoni, e l’odore di alcool quando parlano alcuni, e quei poliziotti che picchiavano le venditrici ambulanti nella piazza, io e Christina le uniche a sembrare stupite, annichilite da tanta violenza, e poi una cartolina, una foto e un sorriso, tieni bambino una moneta.
Santiago, 28 Luglio
Anche con la cartina del campus non ci capisco niente, è enorme, meno male che ho incontrato una tipa colombiana che ci capisce meno di me, meno male che ho portato il mio orsetto bianco.
Santiago, 27 Luglio
Vediamo: resoconto del Nuovo Mondo; uno che cosa si immagina relazionato con America Latina? Non so, caliente, palme, caldo, cocco ed invece fa un freddo pinguino, non c’è il riscaldamento in casa, ho il berretto in testa, siamo a Luglio, mi sono laureata da tre settimane e dovrei essere in vacanza e domani inizia l’università, ho la pelle abbronzata, credono che sia brasiliana e nessuno capisce il mio spagnolo.
Training autogeno: Luisa respira, la Lonely Planet (ndt una specie di Bibbia…) dice che il fuso può dare cambiamenti di umore e turbamenti psicofisici in generale, quindi ora anche se sono le 21, quindi per te le 3 di notte, a dormire.
Albisola (Sv), 26 Luglio
Adesso vado a Nizza all’aeroporto, me la sto facendo sotto, ma che caspita ci vado a fare io, sola, in Cile? cioè mi devo essere bevuta il cervello, io fino a qualche mese fa ‘sto Cile non sapevo quasi esistesse, oddio e se morissi nelle diciotto ore di volo? A questo non ci avevo ancora pensato. No, calma meglio non pensarci, con tutto quello che ho pagato sarebbe proprio uno spreco.