Il 19 febbraio si è votato in Armenia per il Presidente della Repubblica. Dopo
una campagna elettorale al vetriolo, iniziata - anche se non ufficialmente - a
settembre con il ritorno nell'agone politico del Primo Presidente armeno Levon
Ter-Petrosyan, si temevano tensioni nei giorni seguenti al voto.
Cosi' e' stato: il primo marzo, i sostenitori di Ter-Petrosyan, che aveva ottenuto
il 21% delle preferenze, venivano sgomberati dalla Piazza della Libertà, o
dell'Opera. Sono seguite violenze e venti giorni di stato di emergenza.
In questo articolo si ricostruiscono le ore drammatiche di quel giorno, che, ora che lo stato di emergenza è finito, rimangono come un lutto non elaborato per una società, quella armena, che e' piu' abituata a temere i nemici esterni che le tensioni interne.
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